Vivi la vita. Quante volte si sente questa frase! Quante volte l’adrenalina, la carica dei nostri 16 anni ci fa dire “si vive una volta sola”. Vivere non vuol dire nulla, da solo non comunica emozioni. Vivere va per forza associato ad un altro verbo nella nostra mente: condividere, amare, scopare, emozionarsi, correre, rischiare, ballare, riflettere, pregare. Ognuno la pensa come vuole, ognuno vive la sua vita. questo è il bello dell’essere adolescenti, diversi, opposti, lontani miliardi di chilometri fra noi ma con il cuore che batte sempre a 190bpm, come una canzone rock fortissima. Perché Radio Immaginaria? Perché noi vogliamo dire la nostra? Perché agli adolescenti è spuntata la voce? Io non lo so, credo nessuno lo sappia. Semplicemente ci si trova davanti ad un microfono, che non è un microfono: è il filo che collega me, ragazzo qualunque di Riva Ligure, al mio amico Mehmet, ad Istanbul, al mio amico Nick, a Bath, al mio amico Darren, a San Diego, al mio amico Fabio, a Bruxelles, e spunta la voce, non la tua voce: la voce degli adolescenti. Chi sono io per dire l’opinione degli adolescenti di oggi, tutti diversi, uno più pazzo dell’altro? Nessuno. Proprio per questo tutti hanno in mano il loro filo, lo stesso filo per tutti. Può fare un giro infinito prima di arrivare a destinazione, può percorrere lo spazio che separa due stanze, ed arrivare a chi ti è più vicino. Il bello è che tutti ti possono sentire. Quando i miei amici mi chiedono: “Ma ti pagano?”, “Ma perché lo fai?” o “Le tue solite strane idee…” allora io vorrei rispondere (non so come mai non ho mai il coraggio di farlo): “prova.”. Ora non sto parlando ad un microfono: sto battendo i tasti del mio computer, nel mio salotto, con mia mamma che mi chiama a tavola. Però un messaggio lo voglio mandare lo stesso, nella mia ignoranza e saccenza da 16enne: vivete la vita.

suggerisci modifica o correzione

condividi questo post