Tommi Space

Ripensare il mio spazio

Come mai prima d’ora, il mio ultimo anno è stato pieno di cose nuove, grosse e belle.

Ho vissuto un Erasmus favoloso, sono stato per la prima volta in un altro continente, partecipando come fellow al DWeb Camp, mi sono laureato, ho lavorato alla terza favolosa edizione di Scambi Festival, da cui mi sono dimesso da presidente, dopo quattro anni vissuti dedicando al festival tanto tempo e impegno.

Concluso questo capitolo della mia vita, domani ne comincia uno nuovo. Da una settimana mi sono trasferito a Berlino, dove da domani mattina lavorerò per la Free Software Foundation Europe, organizzazione dedicata alla divulgazione del software libero. Semplificando al massimo, mi occuperò di etica digitale.

Ci sono molti pensieri e molte novità che vorrei condividere, sia perché non scrivo queste Parole Sconnesse da molto tempo, sia perché per gran parte di questi sarei felice di trasformare i miei crucci ossessivi in dialoghi arricchenti.

Odio ricomparire dal nulla e condividere con questa leggerezza il superamento di traguardi significativi e l’inizio di un nuovo percorso incredibile, come se fosse scontato e naturale. Sono privilegiato, che non vuol dire semplicemente “fortunato”, ma significa che la mia classe sociale, la mia educazione, la mia famiglia e il luogo dove sono nato mi hanno donato un privilegio che mi ha aperto molte porte che per molte persone restano chiuse. Mi sta altrettanto sulle scatole scrivere di tutte queste cose Tommi-centriche in un momento in cui il mondo intero è a fuoco, succube della cupidigia, dell’egoismo, del profitto di una minuscola porzione delle persone che abitano questo pianeta.

Sento particolarmente difficile conciliare gioia, propositività e soddisfazione con la miseria e la devastazione che mi circonda, per quanto possa essere fisicamente remota.

Per evitare di essere schiacciato dalla negatività di questi pensieri, ho preso l’abitudine di rifugiarmi nei meandri del Web, nelle righe di codice, dove mi sono terribilmente perso, venendo contagiato da un morboso ed onanistico legame con la tecnologia.

Mi sono reso conto che i miei desideri e il mio tempo stanno degenerando a causa di un problematico rapporto con il mondo virtuale. Dunque, ho deciso di ripensare il mio approccio al dominio digitale, la mia relazione con la tecnologia e il modo in cui sviluppo tommi.space. Per riassumere il significato di questo processo, ho scritto questo post, frutto di mesi di riflessione e ragionamento, ma anche risultato degli ultimi anni di maturazione e crescita. (Maturo e cresciuto io non lo sarò mai veramente. Posso ritenermi più maturo e più cresciuto; questo già basta).

Grazie all’insostituibile e preziosissimo dialogo con Sabrina, la mia amica più speciale e importante, sono riuscito a comprendere quanto il ritrovamento della dimensione comunitaria sia la chiave per evadere dalla prigione solitaria e individualista in cui le dinamiche venefiche del capitalismo tendono a rinchiuderci.

L’ho sempre considerato ovvio e sembra banale, ma non è affatto semplice né scontato riuscire ad aprirsi ed esorcizzare la propria angoscia sociale, quando diventa sempre più naturale reprimere e fuggire l’angoscia fino a implodere.

Ripensare il mio spazio, sia digitale che personale, parte da questo concetto essenziale, semplice, apparentemente facile ma incredibilmente arduo.

Scrivetemi se volete venirmi a trovare a Berlino, posso ospitarvi molto volentieri.

Un abbraccio, Tommi

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