Il Cubo è la spiaggia più bella di Sanremo.
Può godere di questo primato in quanto, pur essendo uno stabilimento balneare, non ne possiede alcuna, di spiaggia.

Il Cubo è una fortezza, una inespugnabile palafitta in fondo alla serie di noiose spiagge mondane che affollano la cosidetta zona “Tre Ponti”; Il Cubo è, appunto, la roccaforte della socialità e della leggerezza, ultimo baluardo sanremese dell’aperitivo con amici che non si esaurisce davanti ad un qualunque bicchiere di ottima San Miguel alla spina, ma che arriva fino alla palletta delle diciannove e trenta che difficilmente riesce a terminare prima delle ventieventi.

Il Cubo è l’incarnazione terrena dell’ideale tomistico di bar sulla spiaggia.

Al Cubo non esiste genere musicale che non trovi un momento adatto per essere riprodotto. Non a caso, Il Cubo è la casa de Il Mio CUBO suona il Rock

I gestori del Cubo sono Andrea e Silvia, arguably i due meno associali e più umani ristoratori del ponente ligure; Andrea, in particolare mentre surfa con mirabile abilità una Spalmer1, sfoggia un’invidiabile chioma di capelli d’oro tanto che, quando timidamente salvai per la prima volta il suo numero in rubrica, lo salvai Andrea Capellidoro; Silvia è invece colei che con uno sguardo e due parole sa farmi capire che sto sparando troppe cazzate, oppure sa consigliare libri che nella vita vanno letti almeno sette volte, e fa degli otitmi, prelibati, Spalmer2 che senza prestare attenzione non si smetterebbe mai di mangiare.

Il Cubo, come se non bastasse, è l’unico locale sul pianeta Terra a poter annoverare fra la lista dei propri drink il Tommi Boom, drink dagli ingredienti segreti nato lo stesso giorno di colui che gli dà il nome, cioè il fantastico me.

Non può esistere luogo migliore del Cubo in cui essere all’imbrunire, sorseggiando, a seconda della stagione, una delicata sangria o un delizioso vin brulé.

Se Super Pippo frequentasse il Cubo, sarebbe la persona più felice del mondo. Con il suo dolcissimo sorriso, la Stefi sommerge gli abitué con inesauribili montagne di arachidi, donando loro attimi di platonica gioia.

Il Cubo è perfetto per studiare: sia nel periodo della sessione estiva che di quella autunnale, recandovisi, facilmente ci si potrà imbattere in assembramenti di ingegneri (che nella sessione invernale, invece, affollano l’aula verde) crucciati a risolvere un problema di cui già sanno di non saper giungere a soluzione, ma che sono consapevoli che il solo scervellarsi seduti ad un tavolino del Cubo può aumentare il loro quoziente intellettivo di almeno dodici punti.

Presso il Cubo è stata pronunciata la celeberrima frase dell’altrettanto famoso Pista, che naturalmente corrobora la tesi del paragrafo precedente.

Esiste una legge matematica che, se trasgredita, porta irreparabili maledizioni sulla vita di chi la ignora; tale regola è stata da me formulata al Cubo, per salvare il mondo:

I Negroni ordinati da un umano x devono necessariamente essere di numero 2n; qualora avvenisse il contrario, ed erroneamente o per sfida contro la natura x si trovasse a bere o, ancora peggio, pagare un numero dispari, ergo 2n+1 di Negroni, x deve aspettarsi un numero y di sciagure nel corso della propria esistenza, dove y = 2^(2n+1). Qualora y ≥ 8, fra tali sciagure sicuramente esisterà la morte.

Il Cubo, è un luogo magico e devo vergognarmi se mai qualcuno venga a trovarmi a Sanremo senza essere ivi portato.

  1. Spalmer: a. onda unica al mondo, dalle peculiarità inimitabili e introvabili sul pianeta Terra, eccetto che nel duecento metri di costa antestanti Il Cubo

  2. Spalmer: b. panino unico al mondo, dagli ingredienti apparentemente banali ma la cui combinazione, insieme al luogo in cui viene addentato (naturalmente, Il Cubo di Sanremo), lo rendono insuperabile; il suo nome è ispirato all’onda omonima di cui sopra. 

edit this page

Share

Comments