A Rainy Day In New York

Il film è quel luogo, quel tempo, quel sogno in cui tutto è naturale. La luce, i volti, le dita che si incrociano, le gocce che percorrono tutto il finestrino seguendo una traiettoria imprevedibile e, nella sua tremenda semplicità, emozionante.

Ciò che Woody Allen riesce a compiere con questo potentissimo strumento è una leggiadria stigmatizzante e profondamente caratteristica. Quanto mi sta sulle palle Timothée Chalamet che riesce ad essere così affascinante e intelligente e a porsi problemi senza porsi problemi, ad essere tormentato senza stare male, a vivere intensamente senza fregarsene un cazzo di quello che succede.

Woody il nostro caro vituperato Woody con le sue perversioni più o meno scandalizzanti sbatte in faccia la realtà dei sentimenti mostrando che se vuoi davvero vivere lo devi fare così, leggermente ma non superficialmente.

Così come quando non è Niente di Speciale:

E cammino al telefono su un giro di Do, anche adesso che un po’ ho imparato a suonare Perché sei come me Più sei leggera meno sei superficiale

Così quel pazzo di Woody quell’esagerato pedofilo stronzo mi insegna che si può essere sembrare impegnati senza impegnarsi e che tutte le cose vanno viste tramite quel filtro di dolcezza e colori ovattati e tranquillo stiamo facendo una cosa normale anche se sono qui di fianco al mio regista preferito e aaaargh.

Woody quello sciagurato tappetto vecchietto che sarebbe meglio se tenesse la bocca chiusa e non sparasse cavolate che fa un film all’anno per pagarsi l’affitto e sforna sceneggiature come se fossero la focaccia della nonna soffice e unta, Woody proprio lui sa riprodurre la bellezza immanente, che sa sciogliere il cuore anche se fosse in preda alla tachicardia, che piega il rigore e il giustosbagliato all’astrusamente semplicissimo concetto di amore.

Woody mannaggia a Woody che cliché più di lui non ci sono ma cosa vuole saperne della vita lui che ha i soldi e se la gode.

Vorrei vivere in un film di Woody Allen non solo perché così posso mandare a fanculo tutti e fare il cazzo che mi pare ergo limonare Selena Gomez come fosse la cosa più naturale del mondo, ma voglio farlo, voglio vivere in un suo film, perché voglio sentire quella vita così reale e duramente bella che solo lui sa rappresentare. E mi dispiace per i suoi detrattori e per i pessimisti e per chi ha perso le speranze, ma la vita è bella anche se fa male. Grazie Woody per ricordarcelo.

(Che poi la presente si intitola A Rainy Day in New York ma ad essere sincero sincero scrivendo ho pensato soprattutto a pellicole più tragiche vedi Match Point o ancora di più Irrational Man)

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